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Viaggi - Osservatorio sul turismo di qualità
Via Francigena

Sono migliaia le località italiane, ricche di un patrimonio d’arte, di storia, di cultura, di archeologia unico e irripetibile. Osvaldo Bevilacqua invita a riscoprire queste terre, troppo spesso non adeguatamente valorizzate

Osvaldo Bevilacqua, conduttore della trasmissione televisiva Sereno Variabile
Osvaldo Bevilacqua, conduttore della trasmissione televisiva Sereno Variabile

Riceve di continuo lettere, mail, fax, anche telefonate, dall’Argentina, dall’Australia, dagli Usa, dai Paesi europei, da parte di italiani che si sono trasferiti all’estero per lavoro, magari 50 anni fa, e che manifestano l’aspirazione di voler tornare in Italia chiedendogli consigli. Naturalmente non c’è una sola scelta, un’unica meta, si può rispondere citando infinite destinazioni. «Ma c’è una “dorsale” in particolare - sottolinea lo storico conduttore di Sereno Variabile, Osvaldo Bevilacqua - che è stata scoperta oltreoceano e dai nordeuropei, norvegesi e svedesi tra gli altri, che parte dalla Liguria, passa per la Toscana, l’Umbria, le Marche fino ad arrivare all’alto Lazio e all’Abruzzo, luoghi di cui ci troviamo spesso a parlare nelle puntate della nostra trasmissione».

Sono sempre di più i cittadini stranieri che decidono di venire a vivere nella nostra terra, e che a volte aprono anche bed & breakfast, puntando loro stessi sull’attività turistica in Italia.
«Gli inglesi hanno dato il via a questa tradizione soprattutto in Toscana e in Umbria, che ormai registrano il tutto esaurito. Territori che sono stati salvati dalla decadenza, luoghi una volta abbandonati per la forte spinta all’urbanizzazione, sono tornati a vivere, a donare bellezza e a produrre benessere. Il più famoso nel mondo è oggi il cosiddetto Chiantishire, ma anche la Maremma Laziale e la Tuscia sono molto gettonate: le mete sono infinite e non c’è che l’imbarazzo della scelta. E tutto ciò è il simbolo, la rappresentazione, dell’eccellenza italiana: l’antica abitudine italica del sentirsi inferiori agli altri non ha senso, il nostro Paese oggi seduce e affascina migliaia di stranieri, non necessariamente di lingua e cultura italiana, che amano venire da noi, non solo per turismo ma per stabilirsi definitivamente e vivere sulla nostra terra».

In quale regione ha apprezzato di più la genuinità e l’ospitalità degli abitanti e come si è espressa?
«Devo riconoscere che ogni settimana, ovunque andiamo, si manifesta una gara di solidarietà tra la gente comune, che ci accoglie come se ci conoscesse da sempre: con grande ospitalità ci fanno entrare nelle loro case e si mettono a totale disposizione, questo perché sanno che siamo lì per raccontare le loro storie, le loro attività, le loro vite. Questa accoglienza genera in noi commozione; il loro entusiasmo, la loro partecipazione non può lasciare indifferenti, e tutto si ripete ogni volta, in ogni località, dal nord al sud al centro. Per scelta editoriale non intervistiamo mai gli amministratori locali, ma andiamo a ricercare la gente comune, coloro che sono impegnati tutti i giorni in prima linea, ma devo anche riconoscere che spesso incontriamo amministratori che si rendono disponibili senza voglia di apparire, soltanto con l’obiettivo di rendersi utili per la promozione del loro territorio».

Quale itinerario consiglierebbe a un curioso viaggiatore?
«Per un viaggiatore come me non c’è che l’imbarazzo della scelta, perché l’Italia è un paese baciato dalla fortuna, per la sua storia, per le sue tradizioni, per la sua cultura, e diventa quasi impossibile scegliere una meta piuttosto che un’altra. La via Francigena però potrebbe essere il tracciato ideale per partire alla scoperta di luoghi, storia, arte, cultura, enogastronomia, curiosità. Se dovessi essere ancora più incisivo, consiglierei di percorrere parte del tragitto a piedi, pernottando in istituti religiosi, in bed & breakfast, nelle abitazioni di gente comune, che garantisce ospitalità e accoglienza; si tratta di luoghi dove spesso ci si deve adattare con spirito spartano, ma che permettono d’identificarsi con l’animo del pellegrino in viaggio, che spinto dalla fede percorreva fino a 30 km al giorno; un viaggio faticoso però esaltante, sia nel raggiungimento della sognata meta, sia nel tragitto alla scoperta di luoghi sconosciuti e indimenticabili».

Qual è invece la piazza più pittoresca che ha visitato?
«È difficile dare una risposta perché l’Italia è tutta una piazza: i comuni storicamente nascono intorno alle piazze, centri di governo e di commercio, dove si concentravano la vita e le attività quotidiane dei cittadini. E che piazze ci sono nel nostro Paese».

• di Renata Gualtieri



Nella foto in alto, la Via Francigena