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Viaggi - Osservatorio sul turismo di qualità
Una vista dell'Hotel Caruso di Ravello

Ravello è un piccolo gioiello nel Golfo di Amalfi e l’Hotel Caruso è la perla che l’arricchisce. Ricco di storia e meta delle celebrità, con l’iconico tenore non c’entra nulla

Franco Girasoli, general manager dell’Hotel Caruso di Ravello
Franco Girasoli, general manager dell’Hotel Caruso di Ravello

Definita dal poeta francese André Gide “sospesa tra il cielo e il mare”, Ravello gode di una vista mozzafiato sulla Costa d’Amalfi. È qui che si trova il Belmond Hotel Caruso, incastonato tra la macchia mediterranea e l’azzurro del mare. Un monumento risalente al XI secolo dove nel 1893 Pantaleone Caruso apre quella che all’inizio era solo una casa vacanze. In breve tempo la voce si sparge Oltreoceano, tanto che quando il tenore Enrico Caruso debutta al Metropolitan di New York in molti lo considerano un parente del Caruso di Ravello. Riaperto al pubblico dopo anni di restauro, ancora oggi l’impressione è quella di varcare le soglie di un museo con vista panoramica: affreschi originali di fine Settecento, volte negli ambienti più spaziosi, meraviglie in marmo di ogni tipo. Franco Girasoli, ambasciatore dell’ospitalità italiana e general manager dell’albergo, sottolinea: «Cerchiamo di dare un’accoglienza unica, per offrire ai nostri ospiti un soggiorno magico».

Oltre al panorama mozzafiato, una delle caratteristiche principali del Caruso è il vasto giardino. Quale la sua storia?
«Lo conferma anche il capo giardiniere Gaetano Amato, la realizzazione dei giardini è stata una vera sfida. Il momento migliore per una passeggiata nel giardino è dopo colazione, quando il profumo dei fiori è più intenso e il sole che sorge sulla costa crea un’atmosfera surreale. Una passeggiata che via via si arricchisce di aneddoti e consigli su come coltivare le piante e i fiori, una volta a casa propria. I giardini si offrono come un tripudio di essenze e arbusti tipici della macchia mediterranea. Melograni centenari e prunus everesti (rara varietà di meli da fiore, ndr), alti cipressi e decine di varietà di rose storiche».

Come si integra il giardino con la costa?
«Nella parte inferiore del giardino troviamo proprio il paesaggio tipico della Costa d’Amalfi, con i terrazzamenti che scendono verso il mare. Le rose iceberg, gli aranci, i limoni e gli olivi con le loro foglie sempreverdi regalano ombra e riposo nelle calde giornate estive; una bellissima terrazza, con gli olivi, i gelsomini e il blu dei plumbago si confonde con il mare. Infine, il giardino degli odori: menta, timo, salvia e le altre spezie locali presenti anche nei nostri piatti che sanno di Mediterraneo e tradizione».

Cosa rende unico questo albergo?
«È un posto speciale e allo stesso tempo segreto, che si svela al suo visitatore man mano che ci si avventura per i suoi terrazzi affacciati sul mare, i suoi ambienti dai soffitti affrescati che trasudano storia, la sua piscina a sfioro sul mare, unica e inimitabile. Tutti questi piccoli dettagli uniti al calore e alla professionalità di uno staff attento e puntuale lo rendono un posto da scegliere. Una volta e per sempre».

Chi è il vostro visitatore tipo?
«Il nostro ospite è sicuramente esigente e attento. È un visitatore preparato, che viaggia spesso e sa cosa chiedere e cosa pretendere da un hotel come il nostro. La nostra priorità è rendere il soggiorno presso la nostra struttura unica e indimenticabile. Il nostro obiettivo è di ascoltare e soddisfare le esigenze e di prevenire – laddove possibile – ogni tipo di problema. Far in modo che si innamorino di noi per poi tornare a trovarci, diventando a loro volta nostri ambasciatori, il fine ultimo».

Un visitatore cosa non deve mancare di visitare nei dintorni?
«Ci piace proporre itinerari di viaggio che uniscano alla scoperta dei luoghi piccole esperienze uniche e fuori dalle solite mete. Il tour di Amalfi by night, ad esempio, è nato proprio dalla voglia di svelare l’anima segreta della più antica repubblica marinara, non di giorno quando la città è invasa dalla folla, ma di notte. Così, accompagnati dalla passione di un insider, che sa esattamente cosa far vedere, dove andare, come muoversi per sorprendere, ci si concede un’esperienza diversa che culmina in un aperitivo e una cena nel piccolo borgo di Atrani, unendo così i piaceri dell’avventura a quelli della tavola».

Una curiosità, un aneddoto interessante, accaduto nell’Hotel Caruso?
«Ricordo ancora con un sorriso quella volta in cui mi sono ritrovato testimone di nozze di una coppia. La sera prima lui mi aveva chiesto la possibilità di organizzare per la sua signora qualcosa di speciale. L’indomani, insieme al concierge, abbiamo organizzato una gita in barca al tramonto. A bordo, un prete ha permesso alla coppia di istituzionalizzare la propria promessa. Dopo il brindisi, abbiamo organizzato una cena romantica in una piccola caletta con tanto di servizio butler e soprano. Un vero successo».

• di Teresa Bellemo



In apertura: una vista dell'Hotel Caruso di Ravello