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Viaggi - Osservatorio sul turismo di qualità
La libreria del Gritti Palace

Si può essere al centro di una delle città più belle e visitate del mondo e, allo stesso tempo, lontani dal caos? Sì, se vi accomodate sulla terrazza del Gritti Palace per uno spritz. O nella suite Redentore per vedere il Canal Grande dall’alto

Paolo Lorenzoni, direttore del Gritti Palace
Paolo Lorenzoni, direttore del Gritti Palace

Dopo un restauro durato 15 mesi, lo scorso marzo l’hotel icona dell’ospitalità veneziana ha riaperto il boureau. I lavori hanno riportato lo storico palazzo gotico ai fasti del passato, senza però dimenticare l’attenzione per la modernità. Un tempo dimora della famiglia del doge di Venezia Andrea Gritti, il palazzo cinquecentesco si affaccia sul Canal Grande, nel cuore di una suggestiva zona di antiquari e gallerie d’arte, sul campo della splendida chiesa di Santa Maria del Giglio, di fronte Santa Maria della Salute e vicino ai gioielli di Piazza San Marco e del Teatro la Fenice. Antica residenza nobiliare, poi residenza di rappresentanza per ambasciatori del Vaticano e visitatori illustri, nel 1895 fu trasformato in hotel di lusso e ben presto diventò simbolo di quel “savoir vivre” italiano, in sintonia con una natura dal fascino inimitabile. L’Hotel Gritti Palace è un’esperienza veneziana a tutto tondo. Al suo interno, infatti, primeggia l’esclusivo ristorante Club del Doge, un viaggio nella tradizione culinaria del territorio, attraverso autentiche esperienze gastronomiche, per mano di chef internazionali.

Cosa cerca un ospite quando sceglie il Gritti Palace?
«I clienti del Gritti sono sicuramente abituati a soggiornare in alberghi esclusivi e di lusso, quindi abituati a un servizio attento e discreto, con aspettative molto elevate. Il nostro impegno è mirato non solo a comprendere, ma anche ad anticipare i loro bisogni, per far sì che possano godere appieno del loro soggiorno e assaporarne le emozioni. Il tutto è, infine, amplificato da ciò che contraddistingue il Gritti, cioè quel senso di familiarità che i nostri ospiti percepiscono non appena ne varcano la soglia».

L’hotel dopo un lungo restauro ha riaperto la sala Explorer’s Library. Qual è la storia di questo luogo così suggestivo?
«L’Explorer’s Library è una biblioteca che vuole rendere omaggio al ricco patrimonio letterario dell’hotel con volumi di ogni tipo, curiosità di viaggio, oggetti d’antiquariato, libri rari e classici di scrittori famosi. Tra questi, non possono certamente mancare Ernest Hemingway e Somerset Maugham, tra i molti che per anni hanno scelto il Gritti come loro residenza a Venezia».

Puntate molto sull’aspetto gastronomico dell’esperienza. La scuola epicurea, il recente appuntamento con lo chef Burr. Cosa significa questo per il Gritti Palace e cosa intendete comunicare ai vostri ospiti?
«Il Gritti fa parte del marchio The Luxury Collection, che riunisce una selezione di hotel e resort che offre esperienze uniche e autentiche da ricordare per sempre. Una componente assolutamente fondamentale del viaggio, che implica tra l’altro la conoscenza del territorio visitato, è l’aspetto enogastronomico legato appunto al terroir. Ogni giorno lo chef crea delle proposte con abbinamenti sorprendenti, benché basati sui prodotti locali appartenenti alla cucina tradizionale veneziana. Nella “grande carte” del nostro ristorante si possono trovare tutti questi sapori, che vengono accresciuti con accentuata ricercatezza non solo nel contesto della scuola epicurea, ma anche in occasione degli Scent dinner dello chef Chandel Burr».

Il payoff del Gritti Palace è “La vita è una collezione di esperienze. Permettici di farti da guida”. Dunque, faccia da Cicerone per un suo ipotetico visitatore che non vuole perdersi le perle di Venezia e dell’hotel.
«Venezia è una città con un’offerta così ampia e variegata che in effetti richiederebbe un soggiorno protratto per poterla assaporare appieno. Il nostro concierge, con la sua pluriennale esperienza, sa consigliare sempre al meglio i nostri ospiti, indicando i luoghi da visitare più consoni ai loro gusti e propensioni. Per quanto concerne il nostro hotel, lo splendido Bar Longhi, con le famose pareti rivestite da specchi antichi lavorati alla veneziana, incisi cioè all’interno, e l’esposizione della nostra collezione di dipinti di Pietro Longhi e della sua scuola, continua a essere l’elegante luogo d’incontro internazionale e fulcro della vita sociale della città, con la sua offerta di eccellenti cocktail e prelibati cicchetti, perfetti per un aperitivo o uno spuntino serale. Il bar vanta anche uno straordinario menù di soufflé dolci disponibile sino a tarda ora, perfetto per un dessert dopo cena o in accompagnamento a un tè pomeridiano».

Un aneddoto curioso accaduto al Gritti.
«L’ultimo piano è ora occupato dalla nuova terrazza della suite Redentore, che ha una vista a 360 gradi su tutta Venezia. Molti clienti la scelgono per celebrare in un contesto unico al mondo il loro anniversario con una cena a lume di candela o il proprio compleanno con un esclusivo party».

• di Teresa Bellemo



In apertura: la libreria del Gritti Palace