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Viaggi - Osservatorio sul turismo di qualità

Quaranta giorni dopo la fine di Expo, Milano passerà il testimone alla Capitale per un altro evento di richiamo mondiale. Sul piano dell’accoglienza e dell’offerta turistica collaterale, per Franceschini l’Italia è già a buon punto. Roma quasi

Dario Franceschini, ministro dei Beni e delle attività culturali e del turismo
Dario Franceschini, ministro dei Beni e delle attività culturali e del turismo

Sembrava una celebrazione come tante altre. Molto importante, perché si trattava della liturgia penitenziale con cui il Papa apriva l’iniziativa “24 ore per il Signore” nella Basilica Vaticana. Ma non tanto da far presagire che d’un tratto, nel bel mezzo dell’omelia, sarebbe diventata “storica”. «Cari fratelli e sorelle, ho pensato spesso a come la Chiesa possa rendere più evidente la sua missione di essere testimone della misericordia. Per questo ho deciso di indire un Giubileo straordinario». Con questo annuncio, che il 13 marzo scorso ha colto di sorpresa un po’ tutti, Francesco ha precorso i tempi e con 10 anni di anticipo sulla cadenza tradizionale dei Giubilei, ha indetto un Anno Santo straordinario dedicato alla misericordia di Dio, dandone notizia a due anni esatti dalla sua ascesa al soglio pontificio. A soli 15 anni dal grande Giubileo del 2000 indetto da Giovanni Paolo II e a 50 dalla fine del Concilio Vaticano II, Roma si prepara quindi ad accogliere una nuova ondata di fedeli e visitatori che sicuramente si riverseranno a milioni nella Capitale a partire dall’8 dicembre, quando l’apertura della Porta santa della basilica di San Pietro darà il via ufficiale al Giubileo 2015.

ITALIA, UN ANNO E MEZZO DA REGINA TURISTICA DEL MONDO
Un evento di portata universale che seguirà a strettissimo giro la chiusura dei cancelli di Expo Milano, da cui Roma riceverà il testimone per portarlo fino al 20 novembre 2016, ultimo giorno del Giubileo. Il che significa, in buona sostanza, che per un anno e mezzo di fila l’Italia sarà in cima a tutte le destinazioni turistiche del mondo. «Al di là degli aspetti economici e religiosi legati a questi due enormi appuntamenti – commenta Dario Franceschini, ministro dei Beni e delle attività culturali e del turismo – la cosa certa è che entrambi attireranno flussi straordinari di visitatori e tutto il Paese si dovrà impegnare per valorizzare un’offerta che potrà darci un futuro più sereno anche nel settore dei beni culturali». E sulla scia della maxi-agenda di iniziative culturali parallele all’Esposizione universale Franceschini assicura che anche per il Giubileo verranno messi a punto numerosi progetti già in cantiere prima della “sorpresa” di Papa Bergoglio. «Quando è arrivato l’annuncio del Santo Padre – rivela il ministro - stavamo già lavorando su una serie di itinerari di fede e cultura da far rivivere e da valorizzare in Toscana, Umbria, Puglia e altre Regioni. E stiamo accelerando per renderli organizzati e percorribili entro il prossimo 8 dicembre».

ITINERARI DI FEDE, LA SCOMMESSA DEI “CAMMINI”
Uno sguardo allargato al perimetro della Penisola è quello che Franceschini immagina per l’anno giubilare, durante il quale i pellegrini abbiano la possibilità di conoscere non solo la città eterna e le sue storiche basiliche, ma anche altri luoghi come chiese, santuari, antichi borghi e paesaggi naturali disseminati lungo tutto il territorio nazionale. O altri percorsi carichi di spiritualità, sul modello del cammino di Santiago di Compostela. «In accordo con amministrazioni locali, enti religiosi come la Cei e l’Opera romana pellegrinaggi, associazioni laiche e case editrici specializzate in turismo religioso, l’intenzione – spiega il ministro – è proprio quella di valorizzare i cammini, da quello lungo l’antica via Francigena, che attraversa diverse regioni italiane fino a Roma. A quelli di San Francesco, fra Roma, La Verna, Loreto o Monte Sant’Angelo, in Puglia, e la città umbra di Assisi.

ROMA, DA SCIOGLIERE IL NODO DEGRADO
Ma di pari passo e con la stessa lena con cui si stanno studiando itinerari decentrati rispetto al cuore del Giubileo, c’è da preparare Roma. Una città a cui restituire decoro specie dopo le proteste di centinaia di albergatori locali che in una lettera congiunta inviata al Campidoglio hanno definito “imbarazzante” la situazione in cui versa il centro, dai trasporti al decoro, dalla sporcizia lungo le strade agli ambulanti abusivi. Su quest’ultimo aspetto, in particolare, lo stesso Franceschini ha sferzato il governo locale. «L’abusivismo è un problema di ordine pubblico. Ora è importante che ci sia un intervento delle autorità preposte nei luoghi simbolo della città. Non ci può essere più tolleranza, perché tutto ciò che è abusivo porta degrado». In occasione dell'inaugurazione del Consorzio unico dei Fori Imperiali il ministro ha sottolineato come questo sia «un atto storico per superare la divisione di competenze e funzioni e assicurare una gestione unitaria ed efficiente dell’area archeologica», attraverso una cabina di regia permanente che potrà contare su fondi pubblici, incassi ma anche donazioni private. Il Consorzio infatti metterà in campo una formula sperimentale per accogliere grandi donazioni ma anche piccoli contributi col sistema del crowdfunding.

• di Giacomo Govoni