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Viaggi - Osservatorio sul turismo di qualità

La meeting industry assolve un ruolo centrale nell’economia turistica, e non solo, italiana. Ma vanno rimossi gli ostacoli che ne impediscono la crescita. L’opinione di Giovanna Lucherini, presidente di Mpi Italia Chapter      

Giovanna Lucherini, direttore del Convention Bureau Napoli e presidente di Mpi Italia Chapter

Sono stati 309mila i convegni realizzati in Italia nel 2014, per un totale di 38 milioni e duecentomila presenze, in base ai dati diffusi dall’Osservatorio italiano dei congressi e degli eventi (grazie a un accordo tra Federcongressi& eventi e Università Cattolica, Aseri - Alta scuola di economia e relazioni internazionali). Dati che indicano un settore in buona salute, ma con ancora ampi margini di miglioramento. Ad analizzare alcune criticità del comparto è Giovanna Lucherini, direttore del Convention Bureau Napoli e presidente di Mpi Italia Chapter, associazione che rappresenta tutti i professionisti dell'industria dei meeting ed eventi, fornitori di spazi e servizi.

  Quali debolezze strutturali occorre affrontare per superare la frammentazione dell’offerta italiana e accrescere la competitività del turismo congressuale e degli eventi nel nostro Paese?
«Tra le principali problematiche, c’è la carenza di centri congressuali altamente specializzati e dotati di una grande capienza complessiva (debolezza qualiquantitativa). Si tratta di un punto di debolezza per il turismo congressuale italiano, in quanto non permette di accogliere quella tipologia di eventi che rappresenta il segmento economicamente più rilevante, soprattutto per l’alta capacità di spesa dei congressisti, sia per le strutture che per il territorio stesso. È comunque da sottolineare come le principali strutture presenti sul territorio, soprattutto al Sud, stiano avviando un processo di rilancio, riqualificazione e potenziamento, anche grazie all’effetto Expo. C’è poi un secondo elemento problematico: la più difficile integrazione del prodotto Italia rispetto alle altre nazioni. Anche questo fattore identifica sicuramente un punto di debolezza per le imprese italiane che operano nel sistema congressuale napoletano e che fanno parte di quello italiano più in generale».

 In che modo?  
«L’Italia non è stata per il momento in grado di adottare un proprio brand identificativo, creando così le basi per una maggiore visibilità all’interno di un settore ormai globalizzato. Nel frattempo, però, altre nazioni si stanno muovendo in tal senso e ciò sta facendo retrocedere la posizione dell’Italia. Tuttavia, anche in questo senso, c’è una tendenza forte alla creazione di sinergie all’interno di ciascuna regione e tra le regioni, per una maggiore promozione sistemica e unitaria dell’intero Paese».

  Identifica altri elementi problematici?
«La cattiva gestione della viabilità delle principali città costituisce un punto di debolezza per l’Italia e si considera spesso questo fattore come uno dei motivi principali per cui la decisione circa la città in cui organizzare il congresso si sposterà verso località più efficienti in termini di collegamenti e di intermodalità. A Napoli, i recenti interventi in infrastrutture nonché il rilancio dell’aeroporto di Capodichino, stanno modificando l’assetto dei trasporti inter- cittadini. Basti poi pensare ai significativi interventi sulla linea metropolitana, che stanno rendendo le città al passo con le principali capitali europee. Possono, infine, incidere fenomeni come pregiudizi, criminalità locale, traffico e caos: la destinazione Napoli, ad esempio, non ha mai goduto di un’immagine di città ordinata, organizzata e puntuale e spesso la stampa italiana e straniera ne evidenzia i punti di debolezza. Occorre, quindi, continuare a operare per il miglioramento dell’immagine della destinazione nel suo complesso e creare momenti di esperienza diretta vissuta sul territorio, che influiscano positivamente sulle emozioni personali e quindi sul passaparola».


Può segnalare qualche iniziativa di MPI Italia Chapter nel 2016?  
«Mpi Italia eroga formazione e contenuti a livello nazionale e internazionale, favorendo lo scambio di informazioni e il networking fra professionisti di settore e non, interessati a pianificare, organizzare, gestire eventi e convegni. Sempre più richiesto dalle aziende in un mercato vivace, nonostante la congiuntura negativa, l’organizzatore di convegni è un professionista che necessita di specifiche competenze e conoscenze, non tutte acquisibili sul campo. Con il 2016, abbiamo avviato il progetto di certificazione internazionale a tre livelli – Cme (Certified meeting executive), Cms (Certified meeting specialist) e Cmt (Certified meeting technician) – che apre le porte alla crescita professionale e a guadagni anche del 20 per cento più elevati. La prima sessione di esami si terrà a Roma il 16 aprile. Inoltre, il 1° luglio festeggeremo i 25 anni del Capitolo con il supporto del nuovo Convention bureau Napoli».

IL RUOLO DI MPI ITALIA CHAPTER

È il primo Capitolo europeo nato in Italia nel 1991 in seno alla community internazionale Mpi – Meeting professionals international che conta circa 18.500 soci nel mondo organizzati in 70 Capitoli e Club. Rappresenta tutti i professionisti dell’industria dei meeting ed eventi, fornitori di spazi e servizi. Iscritta nell’elenco del Ministero dello Sviluppo Economico, Mpi Italia promuove le certificazioni professionali a più livelli e rilascia gli attestati di qualità e qualificazione professionale ai sensi della Legge 14 gennaio 2013, n. 4 (Gazze tta Ufficiale del 26 gennaio 2013, n. 22), che disciplina le professioni non regolamentate. Promuove la realizzazione di studi di settore per valutare l’incidenza della meeting & event industry sull’impa tto economico nazionale. Giovanna Lucherini, direttore del Convention Bureau Napoli e presidente di Mpi Italia Chapter

• di FRANCESCA DRUIDI