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Viaggi - Osservatorio sul turismo di qualità
Renzo Iorio, presidente di Federturismo

di Gianfranco Battisti, presidente Federturismo Confindustria

I risultati positivi del turismo italiano che ha chiuso il 2017 con oltre 120 milioni di arrivi (+4 per cento rispetto al 2016) di cui la metà dall’estero, con 424 milioni di notti trascorse presso le strutture turistiche e con una crescita del 6,8 per cento della spesa da parte dei turisti stranieri hanno permesso al nostro Paese di rimanere agganciato alle tendenze internazionali, ma hanno anche fatto riemergere la necessità di rafforzare questo comparto per far sì che il suo potenziale possa esprimersi al meglio.

L’Italia rimane una destinazione di eccellenza, con un bacino però di opportunità ancora non sfruttate pienamente. La natura del suo tessuto turistico e territoriale richiede una politica infrastrutturale in grado di orientare i flussi di visitatori sulla molteplicità di destinazioni e una politica infrastrutturale per la mobilità che sia al servizio del turismo in un’ottica di sviluppo sostenibile.

Solo un territorio dotato di infrastrutture con cittadini soddisfatti dei servizi forniti sarà in grado di trasmettere un’immagine positiva a chi viene a visitarlo. È quindi essenziale migliorare l’efficienza infrastrutturale e la qualità dei servizi favorendo sempre più l’integrazione tra le diverse modalità.

Le infrastrutture per la mobilità costituiscono il primo anello di congiunzione fra la domanda turistica e le risorse del territorio, agiscono come ponti e dovrebbero essere modellate attorno alle caratteristiche del territorio in cui si inseriscono. Servono porte di accesso efficienti e integrate con i sistemi infrastrutturali, un’accessibilità locale per i flussi turistici verso le città d’arte e i centri minori attraverso un’integrazione modale favorita da soluzioni digitali innovative che deve diventare un elemento dell’attrattività della nostra offerta turistica. È evidente, inoltre, la necessità di costruire, mediante un sistema di accessibilità fluente e intermodale, itinerari che coinvolgano anche le località più periferiche per facilitare il decongestionamento delle grandi mete turistiche e valorizzare le innumerevoli nostre “ricchezze minori”.

L’accessibilità consente di trasformare la domanda turistica inespressa in domanda effettiva e incoraggia la creazione di attività turistiche complementari, ad esempio di carattere ricettivo con un conseguente impulso per l’economia locale. Contribuisce a valorizzare tutto il territorio nazionale ricco di bellezze artistiche e redistribuisce i flussi evitando il congestionamento delle mete tradizionali. Nella pianificazione strategica del turismo occorre intervenire sui nodi strutturali che frenano lo sviluppo dell’industria turistica, agendo sia sulle infrastrutture per l’accoglienza sia su quelle digitali pubbliche, ancora inadeguate a supportare i servizi digitali necessari alla promozione dei territori e alla commercializzazione dei prodotti. Ciò è possibile solo attraverso una collaborazione tra tutti i soggetti che, con ruoli e competenze diverse, operano all’interno della catena dell’offerta turistica.

• di Gianfranco Battisti



Nella foto: Gianfranco Battisti, presidente Federturismo Confindustria